MATRIMONIO SULL'ISOLA DI IONA, SCOZIA. L'INCANTO.

Una delle più belle avventure che questo mio lavoro mi abbia regalato.

Quando ho ricevuto la e-mail di Alice che mi chiedeva la disponibilità per un servizio fotografico di matrimonio in un’isoletta delle Ebridi interne, in Scozia , quasi non ci credevo.

Grazie alle stupende fatine di FairyEco, che hanno curato il design dell’evento e che mi hanno referenziata, questa meravigliosa famiglia è giunta a me.

A fine Giugno mi sono ritrovata all’aeroporto di Edimburgo ad aspettare Alice ed Alessandro, le loro famiglie e i loro amici: insieme avremmo viaggiato fino a Oban, quindi ci saremmo imbarcati per l’Isola di Mull ed infine saremmo approdati sulla magica Iona.

Di più: Iona è mistica. 

Da qui il cristianesimo si è diffuso in tutta la Scozia grazie a San Columba, su quest’isola sono sepolti innumerevoli capi clan e re di Scozia, ma bastano i colori turchini del  mare, il verde brillante delle colline, gli animali serafici nelle praterie a portare un senso di pace immenso nel cuore. 

Credo non potrò mai davvero dimenticare la sensazione meravigliosa che ho provato recandomi presso il bed and breakfast dove alloggiava la futura sposa, la mattina, con lo zaino dell’attrezzatura in spalla, a piedi su di una stradina che si avventurava tra il mare e le praterie, con i belati in lontanza, il rumore delle onde, il canto degli uccellini, il tiepido bacio del sole sulla pelle. 

Neppure potrò dimenticare l’intensità del momento in cui Alice è entrata nell’austera e ancestrale abbazia, accompagnata da suo padre, anticipata dai suoi figli, mentre Alessandro con gli occhi lucidi li aspettava all’altare, ed una loro amica suonava l’organo per loro, come la musica di un carillon.

Non potrò mai dimenticare il rito del calore degli anelli, passati di mano in mano dagli invitati, nel silenzio della abbazia, o accompagnato dal canto di una loro carissima amica, solo voce che si levava fino al tetto di legno della chiesa e oltre, cristallina, pura.

Mai potrò dimenticare il rito dell’ “handfasting”, la legatura delle mani con un nastro ad opera di alcuni tra i loro più significativi amici e parenti (le parole della nonna dello sposo, lo sguardo timido ed emozionato dei loro figli!).

 

Ho avuto il privilegio di essere parte del loro gruppo; con loro ho viaggiato, ho abbracciato i loro bambini, raccontato storie, ascoltato leggende. Mi sono seduta al tavolo nel piccolo Argyll Hotel, insieme a tutti loro, ho ascoltato commossa i discorsi dei loro amici; ho potuto anche vagare in solitudine su quest’isola: perdermi sulle bianche spiagge a nord, alla ricerca della pietra verde di Iona (Iona green marble), camminare a piedi nudi sulle spiagge a sud, dove il mare pare quello dei Caraibi, percorrere i sentieri sulle colline, tra pecore e le tipiche mucche scozzesi, sotto plumbei cieli e battute da un vento che trasformava l’erba in un’unica onda verde, passeggiare di notte al chiarore della luce di un sole che non se ne va mai del tutto in questo periodo dell’anno e a questa latitudine.

 

Iona è sacra.

Iona è senza tempo.

Iona ti entra sottopelle.

 

A voi il racconto di questa avventura meravigliosa, preludio benedetto di tutto il tempo a venire per Alice ed Alessandro, i loro splendidi figli e tutto l’Amore che ho sentito e che auguro loro ancora ed ancora, con gratitudine immensa.

 

Wedding art Design: FairyEco

Location: Iona Island

Location preparazione sposa e cena dopo il matrimonio: Ardoran House

Location preparazione sposo e pranzo nuziale: Argyll Hotel

Cerimonia nuziale: Abbazia di Iona

 

 

 

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